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December 28, 2008

"Me buy Honda F1?" Fat chance says Slim.

1 comment:
from Agence France Press


No Honda F1 buyout, says Mexican billionaire
3 hours ago
MEXICO CITY (AFP) — Mexican billionaire Carlos Slim has not bought the Honda Formula One team and is not even in negotiations for the Japanese outfit, a source at the businessman's industrial and financial empire said on Sunday.
"There is no deal for the Honda team. There is neither agreement nor negotiations," the source told AFP on condition of anonymity.
Honda, with an annual racing budget of around 400 million dollars, pulled out of the Formula One world championship earlier this month and was put up for sale with the Japanese manufacturer struggling in the current global economic slowdown.
Earlier Sunday, Slim's son had also told the Mexican media that reports of a deal to save Honda were also without foundation.
On Saturday, Italian newspaper La Stampa claimed that Slim, who they described as the world's second richest man, was poised to buy the Honda team.
"The saviour has arrived at the last minute: Carlos Slim, 67 years old, the second richest man in the world," said the newspaper.
"The news is not official as all the details have yet to be formalised. But two things are certain - the team has been saved and the drivers will be Jenson Button and rookie Bruno Senna in place of Rubens Barrichello."
La Stampa, which did not identify the source of its story, added that Senna, the nephew of former triple world champion Ayrton Senna, is sponsored by Embratel, part of Slim's Telmex group.
Honda first competed in F1 in 1964 and clocked up three Grand Prix wins, including Button's in Hungary in 2006.
Its engines were also behind dozens of victories by stars such as Nelson Piquet, Ayrton Senna and Alain Prost.
The team finished ninth in the constructors championship this season with 14 points.
Veteran driver Barrichello achieved the team's best result with a third-place finish at Silverstone.
Honda Motor also supplied engines and other technical support to Formula One team Super Aguri, which called it quits due to financial problems in May.
Motorsport in Japan had been particularly hit by the recession with Subaru and Suzuki pulling out of the world rally championship.




And here is the rest of it.

A Dollar and a Slim chance for Honda

3 comments:
or if you believe Torino's La Stampa, a done deal.





World's Second Richest man, Mexican telecommunications magnate Carlos Slim, is said to have stepped in and bought the abandoned Honda works team for the symbolic amount of ONE DOLLAR. Of course as part of the deal Slim will expect to lose/invest and estimated 300 million Euros for the next thee years.

Rubens Barrichello will have to look for work elsewhere but Jenson Button will stay and team up with Bruno Senna. Senna has been sponsored by Embratel a subsidiary of Telmex. Ayron was of course very much tied to Honda so, it's a no brainer there.
Looks like Dave Richards way back into F1 has been blocked again as he was not able to come up with a financial package in time, not surprising since he also has to keep Aston Martin afloat.




Il magnate messicano, secondo uomo più ricco al mondo, ingaggia Senna jr.
STEFANO MANCINI
TORINO
Per salvarci abbiamo tempo fino a Natale», aveva detto, a inizio dicembre, uno sconsolato Ross Brawn. La Honda aveva appena annunciato il ritiro dalla Formula 1, taglio doloroso e indispensabile per tamponare le falle causate dalla crisi economica. Una «mission impossible», quella dell’ex dt Ferrari passato nel 2008 a dirigere la scuderia giapponese: una ventina di giorni per trovare un mecenate disposto ad accollarsi un’attività che per tre anni, secondo stime, avrebbe garantito soltanto perdite: trecento milioni l’anno di spese a fronte di ricavi incerti, legati a sponsorizzazioni ancora da trovare e a risultati che nel 2008 non si sono visti. Agli 800 dipendenti dello stabilimento di Brackley, Inghilterra, per Natale, assieme alla tredicesima, era stata recapitata una lettera che preannunciava «redundancy», licenziamento.

In extremis è arrivato il salvatore: Carlos Slim, 67 anni, il secondo uomo più ricco del mondo. L’annuncio non è ancora ufficiale, in attesa che siano formalizzati i dettagli del passaggio di proprietà. Ma due sono i punti fermi: primo, il team è salvo; secondo, i piloti saranno Jenson Button (riconfermato) e il debuttante Bruno Senna al posto di Rubens Barrichello.

Slim è proprietario della Telmex, compagnia telefonica che copre il 73 per cento delle telecomunicazioni in America Latina. Senna è sponsorizzato dalla Embratel, società del gruppo Telmex. E, soprattutto, è nipote di Ayrton, un nome che a quindici anni dalla scomparsa suscita ancora enorme emozione in Formula 1. Il cerchio è chiuso. Il nuovo patron è facoltoso quanto basta per accollarsi le spese della defunta Honda: le sue attività rappresentano il 5 per cento del Pil messicano. Oltre a Telmex possiede banche e catene di ristoranti, piantagioni di tabacco e retailers informatici, oltre al 3 per cento delle azioni Apple. Nel 2007 ha scavalcato Bill Gates in testa alla classifica dei paperoni redatta da Forbes, quest’anno è stato sorpassato da Warren Buffett, il re delle assicurazioni. Patrimonio: 45 miliardi di euro. Una decina di giorni fa è andato a Brackley per dare un’occhiata alla factory Honda: l’elicottero era così grosso che non è potuto atterrare sul tetto dell’edificio, costringendo la security a sgomberare in fretta il parcheggio.

Ricco sfondato, ma anche visionario: se va male, sarà ricordato come l’uomo che ha riportato un Senna in Formula 1. Se va bene, e Bruno (25 anni) metterà in pista il dna dello zio, accumulerà altro denaro.

Senna jr era già legato alla Honda. Secondo classificato nel campionato di Gp2 vinto da Giorgio Pantano (ex Jordan), era stato convocato in novembre per un test, durante il quale aveva convinto Brawn e l’ad Nick Fry a sottoporgli un contratto da titolare per la prossima stagione. Due settimane dopo era arrivato l’annuncio choc da Tokyo. Il primo a tentare il salvataggio era stato il proprietario della Prodrive, David Richards, che già aveva diretto la Bar-Honda fondata da Jacques Villeneuve. Richards stava cercando finanziatori nei Paesi arabi. In seguito si erano fatti avanti Vijay Mallya, già patron di Force India, un fondo svizzero e la compagnia di spedizioni greca di Achilleas Kallakis. Slim, che in America già sponsorizza il Chip Ganassi Racing, è stato più veloce.
«C’è molto interesse fin da quando la Honda ha annunciato il ritiro dalla F1 - aveva assicurato Fry alla vigilia delle feste -. Il lavoro sulla vettura 2009 continua per assicurarci di essere in griglia a Melbourne». La candidatura di Mallya non era piaciuta a Brackley. Il timore era che il suo unico interesse fosse quello di accaparrarsi la tecnologia Honda e poi chiudere. E di Richards non convincevano le capacità economiche, visto che già batteva cassa per il suo team Aston Martin.

Su Slim non vi sono state incertezze. Il prezzo d’acquisto è stato simbolicamente stabilito dalla Honda in un dollaro. L’acquirente dovrà accollarsi le spese per mantenere in vita la scuderia e affrontare la prossima stagione di F1. La monoposto è quasi pronta, i test avevano dato risultati positivi e il lavoro sul kers, il dispositivo per il recupero dell’energia dispersa in frenata, era a buon punto. In più, quel giovane pilota che tanto ricorda lo zio aveva girato al suo debutto su una F1 su tempi vicini a quelli del veterano Button. «Sono orgoglioso di quello che ho fatto», aveva detto Bruno Senna appena sceso dalla macchina. Adesso per lui è arrivata l’occasione della vita. «Se pensate che io sia veloce, dovreste vedere mio nipote», disse nel ’93 Ayrton. Arrivederci a Melbourne.

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